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La gestione dei contenuti “social” nel mondo del calcio – il caso Icardi

“Un mondo connesso in ogni ambito”, così afferma Bosh, azienda tedesca leader nell’elettronica, durante una conferenza nel 2017.

Mai come oggi, infatti, abbiamo la possibilità di rimanere aggiornati in tempo reale su tutto ciò che ci circonda, di fornire ed ottenere informazioni su quello che ci interessa attraverso l’uso di un semplice smartphone. Siamo, dunque, in un’era dominata dai social network, tutte le notizie vengono comunicate attraverso tali strumenti e dunque se si vuole rimanere connessi con la realtà non si può più prescindere dall’utilizzo di essi.

 

Il business del calcio non è estraneo a tale mondo, anzi, specie negli ultimi anni si è visto crescere l’utilizzo di questi potenti mezzi di comunicazione. Il numero di follower di club e calciatori sta aumentando esponenzialmente e ciò vuol dire che, sempre più persone ed in particolare i tifosi, si interessano ed osservano ciò che accade in tale ambiente, avendo la possibilità di interagire e dare la propria opinione. Tale fenomeno risulta ancora più influente in alcuni periodi dell’anno, come ad esempio quello in cui ci troviamo adesso, ossia il calciomercato.

Ogni giorno, infatti, assistiamo alla pubblicazione di notizie dell’ultima ora, rumors e post in cui vengono coinvolti dirigenti, giocatori e procuratori, nelle più svariate negoziazioni. Tutto ciò accresce enormemente l’affluenza mediatica, ma ciò non sempre risulta essere un bene.

 

Pensiamo ad esempio all’episodio verificatosi in questi giorni, che ha coinvolto il giocatore e capitano dell’Inter, Mauro Icardi. Questo, infatti, pubblicando un post criptico sulle proprie pagine social, ha creato molta destabilizzazione nell’ambiente. Importanti testate giornalistiche di tutto il mondo hanno iniziato a dire la propria su cosa volesse intendere Mauro con la frase “Poder decir adios es crecer”, “Poter dire addio significa crescere”. Si è pensato subito che il giocatore volesse lasciare il club per trasferirsi in un’altra squadra, creando molta preoccupazione nei tifosi neroazzurri. Ma dato il periodo non troppo positivo, dovuto in particolare alle ultime prestazioni negative, ciò ha creato a cascata ulteriori polemiche da parte dei tifosi verso la dirigenza.

 

Questo fa riflettere su come i social siano molto spesso “un’arma a doppio taglio”, se infatti essi permettono di creare relazioni trasparenti tra giocatori e fan, tali strumenti andrebbero comunque usati con prudenza e responsabilità. Come nel caso precedentemente proposto, club, giocatori o staff dovrebbero sempre prevedere l’effetto che un determinato contenuto potrebbe generare sul pubblico, prevenendo, attraverso accurate politiche di gestione, possibili ripercussioni sull’immagine aziendale.

Nicolò Cavallo
cavallo@noisefeed.it